Euribor vicino ai minimi storici ma quale impatto sui mutui?

venerdì 4 Maggio , 2012

La discesa degli indici Euribor non conosce rallentamenti ormai da qualche mese. Le ultime rilevazioni parlano dell’indice a 1 mese che ha toccato lo 0,40%, un livello molto basso e vicino al minimo storico dello 0,397% rilevato il 31 marzo 2010. L’Euribor è fondamentale nel mondo dei mutui in quanto la stragrande maggioranza dei finanziamenti a tasso variabile vede i propri tassi finiti ancorati al suo andamento. Anche l’Euribor 3 mesi oggi è quotato 0,70%, con una dinamica forte di avvicinamento al minimo storico dello 0,634%.

La progressiva riduzione degli indici dimostra l’incertezza che oggi governa la nostra economia, ancora particolarmente influenzata dalla recente crisi dei debiti sovrani, peraltro non ancora completamente superata (si pensi alla crisi greca), nonostante le poderose immissioni di liquidità nel sistema operate dalla BCE. L’incertezza tuttavia, genera anche un qualche elemento di positività, se si pensa a quei mutuatari che in passato hanno scelto il tasso variabile e beneficiano appieno della discesa dell’indice. I benefici peraltro sembrano non essere terminati, se si considera che, secondo le previsioni sui futures, gli Euribor resteranno sotto la soglia dell’1% fino all’autunno 2014, per poi risalire solo nel 2016.

È interessante tuttavia notare come le condizioni dei nuovi mutui prima casa accesi oggi siano scarsamente condizionate dall’andamento degli indici; oggi pesa molto di più lo spread, ossia il margine che gli istituti applicano ai mutui, che spesso incrementa i costi anche del 25-30%. Di riflesso, è opportuno porre l’attenzione, non solo sull’andamento degli indici, quanto sulla dinamica economica internazionale e sui debiti sovrani, che rappresentano una delle principali componenti della patrimonializzazione delle banche. In presenza di ‘crediti’ più deboli, gli istituti si trovano infatti a dover sopportare difficoltà crescenti nel funding e, di conseguenza, tendono a far sopportare questi costi incrementati ai nuovi mutuatari.

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