Comprare casa a milano e roma conviene, ecco perché

lunedì 18 Maggio , 2015

immobili-roma-milanoLocazione o aquisto? Questo è il problema. A dare voce al complesso dilemma, nella veste di novelli Amleto alla ricerca della strada da percorrere, sono sempre più italiani. Qual è il tema al centro del contendere? Quello che più appassiona e/o toglie il sonno agli abitanti del Belpaese: la casa.

La premessa, forse banale ma necessaria, è che ovviamente non esiste una risposta valida per tutti e per tutte le tasche. Ma, considerazioni macro-economici e statistiche alla mano, pare che l’acquisto (ammeso ce lo si possa permettere) stia tornando a rappresentare l’ipotesi più conveniente da mettere in pratica nel momento in cui si decida di trasferirsi dalla città natale e/o di mettere sù famiglia. Il tutto, grazie al crollo del prezzo del mattone e alla ripresa delle erogazioni di liquidità da parte delle banche dopo la paralisi conseguente all’ormai arci-nota crisi mondiale.

Ad approfondire l’argomento, nei giorni scorsi, è stato l’Ufficio Studi Tecnocasa, che ha provato a sciogliere l’enigma locazione-mutuo prendendo come campione le città di Milano e Roma. Per quanto sia innegabile che in entrambe le località, per diventare proprietari di un immobile in posizione semicentrale tramite mutuo a tasso fisso per 25 anni, sia richiesto un forte investimento iniziale (interessi compresi), è altrettanto vero che alla lunga il rientro è notevole. Niente a che vedere, insomma, con il denaro che si “perde” in anni di pagamento dell’affitto; in un quarto di secolo, per un bilocale, si volatilizzano circa 121mila euro nel capoluogo lombardo e addirittura 148mila nella Capitale. Se poi si volesse puntare su un trilocale, ecco che le asticelle salirebbero rispettivamente a 167mila e 228mila euro.

Insomma: alla faccia del trend in crescita delle locazioni (stime di ww.salvaffitto.it parlano di un incremento del 47,40% nell’arco temporale compreso tra il 2007 e il 2014 con un picco di 1.636,045 contratti l’anno passato), i conti parlano chiaro. E indicano che, tirando le somme, l’illusione di risparmio generata dalla decisione di non accollarsi finanziamenti a lungo termine alla fine non si rivela altro che una chimera.

Certo, nel programmare il proprio futuro abitativo bisogna considerare che, mutuo a parte, decidere di investire sulle proverbiali quattro mura comporta spese aggiuntive quali quelle notarili, le imposte da pagare e gli eventuali interventi di manutenzione e/o ripristino che si dovessero rendere necessari prima o durante l’ingresso nella nuova casa. Ma anche aggiungendo queste voci nel calderone, ecco che sul lungo periodo l’acquisto continua a rappresentare la scelta migliore.

Soprattutto in un periodo come questo in cui, Istat dixit, i prezzi degli immobili sono previsti in continuo calo, almeno fino al 2016. In calo di quanto? Sempre secondo il noto Istituto statistico, in quattro anni gli appartamenti usati avrebbero perso fino al 17,4% del loro valore nominale, mentre i prezzi del nuovo sono rimasti sostanzialmente stabili. Insomma, vuoi per la rigenerata azione delle banche da una parte, vuoi per una congiuntura mondiale che gioca a favore, mai come ora l’opzione “comprare” sembra quella migliore sul mercato. Anche perché, non si dimentichi, avere un tetto da lasciare in eredità ai propri figli è da sempre un sogno tricolore. Più forte di qualsivoglia crisi.

  

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