Torino: crisi immobiliare che svuota il centro città

mercoledì 15 luglio , 2015

La città di Torino ed il suo centro, accompagnato da edifici storici destinati a Provincia, Comune ed altre strutture pubbliche, sta per cambiare completamente struttura: la crisi immobiliare infatti è riuscita in un’impresa non da poco, ovvero svuotare il centro storico della città di Torino.

Diciotto palazzi e seimila lavoratori.

Sono queste le cifre da capogiro che abbandoneranno ben presto la zona centrale di Torino: nel breve periodo infatti, gli edifici verranno utilizzati per scopi ben diversi rispetto quelli per i quali vengono attualmente utilizzati.
Col cambiamento che si sta per materializzare a Torino, anche le vite dei dipendenti subiranno un leggero scossone nell’ambito lavorativo, dato che si dovranno trasferire, sempre nella città di Torino, per poter svolgere le loro mansioni lavorative.
I palazzi, che a breve verranno completamente smantellati, saranno destinati a funzioni differenti: alberghi e ristoranti infatti potrebbero trovare la loro sede dove prima, un cittadino, si recava per ottenere dei documenti dal Comune.
Un cambiamento che potrebbe dunque rivoluzionare la struttura della città, anche se questo non vuol dire che Torino perderà il suo fascino: come sostenuto dai cittadini infatti, ed anche da diverse figure importanti, si tratta solo di un cambiamento che non stravolgerà molto la città.

Dalle banche, alla Regione al Comune: i trasferimenti di Torino.

Per essere precisi, saranno diverse le strutture importanti che cambieranno sede, ma che ovviamente non cambieranno affatto la loro funzione ed i servizi che erogano, e forniranno dopo il trasferimento, ai cittadini di Torino.
Banca Intesa San Paolo è stata la prima, tra le tante strutture, ad aver effettuato il trasloco: le due sedi principali, che si trovavano in via Arsenale ed in via Santa Teresa, sono state spostate poco lontano dal centro di Torino.
E con loro, sono oltre due mila gli impiegati che si sono dovuti accasare nella nuova struttura bancaria.
Questo è stato solo il primo di una lunga serie di trasferimenti: i tre palazzi della Regione, a breve, avranno il cartello vendesi nelle loro porte, e questi saranno sfruttati sia come semplice palazzo dove abitare, sia a strutture, per lo più magazzini ed officine, del settore terziario.
Stessa sorte è toccata al Comune, che si trasferisce in periferia, anche se della sede centrale non è ben chiaro il futuro.
Oltre tremila gli impiegati che hanno salutato il loro vecchio luogo di lavoro, e si sono recati nel nuovo, spostato leggermente in periferia.

La preoccupazione dei lavoratori e la sicurezza dell’assesore.

Se per i lavoratori il trasferimento non è stato molto traumatico, la stessa percezione non è stata afferrata dai ristoratori della zona.
Questi infatti temono che i loro affari ora possano crollare, così come si suppone che le entrate possano diminuire drasticamente nel giro di pochi mesi.
Perdere seimila clienti, ovvero i lavoratori delle varie strutture, che si recavano quotidianamente, o quasi, per pranzare e cenare presso ristoranti e pizzerie, ha fatto tremare non poco i proprietari delle suddette attività.
Ma l’assessore dell’Urbanistica, Stefano Lo Russo, si è espresso con termini chiari e ben precisi: il centro di Torino non perde alcuna valore, ma ne presta una parte alle nuove zone che ospiteranno le banche ed i palazzi governativi, permettendo a Torino di essere vista come maggiormente funzionale e bella come sempre.

  

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