Il profilo del mutuatario tipo: caratteristiche

martedì 24 gennaio , 2017

Il profilo, in Italia, di chi fa richiesta e ottiene un mutuo, si caratterizza per alcuni elementi; si tratta nella maggior parte dei casi, di un soggetto italiano, quarantenne e con lavoro dipendente a tempo indeterminato. Per cui, in base ai  vari studi, si evidenzia che vengono finanziati in particolare cittadini italiani; a scapito dei finanziamenti erogati a cittadini di altri Paesi Europei, ma la percentuale minore riguarda gli immigrati extra-europei (America Centro – Meridionale, Asia e Africa), anche se le erogazioni di mutui per queste categorie di soggetti sono in deciso aumento.

Il profilo del mutuatario tipo: distinzione tra nord e sud

E’ importante evidenziare anche come varia la percentuale dei mutuatari tra nord e sud d’Italia. Le banche finanziano i cittadini non italiani soprattutto al Nord, e più precisamente nel Nord-Est, che rappresentano un terzo del totale della macroarea. L’età media di chi sottoscrive un contratto di mutuo è di 39,1 anni.

Il profilo del mutuatario tipo: analisi per fasce d’età

Per quanto riguarda le fasce d’età, si riscontra che è la popolazione più giovane che ricorre maggiormente al mutuo e, la percentuale diminuisce con l’aumento dell’età.

La fascia d’età degli under 35 è sicuramente quella più florida rispetto a quella dei 35-44enni.

E’ opportuno anche in questo caso fare delle distinzioni geografiche; per quanto riguarda il Nord Italia, detiene la quota più alta di under 35 tra tutte le macroaree che ricorre al mutuo, mentre le Isole si caratterizzano per una percentuale più alta delle classi di età medio – alte.

Al centro-sud, si trovano le aree nelle quali si accede al finanziamento in età più avanzata e si superano i 40 anni.

Il profilo del mutuatario tipo: professione

Altro elemento che va analizzato è la professione del mutuatario, da cui emerge che la “sicurezza economica” è il primo degli elementi richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento.

Si tratta, principalmente, di dipendenti a tempo indeterminato e pensionati; notevolmente ridotto il numero di mutui concessi invece ai titolari di lavoro flessibile, quali liberi professionisti, lavoratori autonomi e titolari d’azienda.

 

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