Vuoi la casa? Ti serve la busta paga (a tempo indeterminato)

lunedì 12 febbraio , 2018

L’86% dei richiedenti il mutuo sono dipendenti a tempo indeterminato, e di questi il 12% ce la fa ad ottenerlo.

Calano invece le richieste dei lavoratori a tempo determinato, che si attestano attorno al 2% del monte richieste, con un 1,9%, dell’erogato.

Questa la dice lunga, sulla propensione delle banche a finanziare solo i dipendenti a tempo indeterminato, trascurando totalmente i precari, e di fatto anche le partite IVA.

Il 31% dei richiedenti è un under 30, anche se l’età media di quelli che ottengono il mutuo, è di 39 anni, e l’87,9%, di questi fortunati, rientra nella categoria dei lavoratori a tempo interminato.

La richiesta media di mutuo è di 130 mila euro, mentre l’erogato effettivo della banca è pari a 128 mila euro.

Si registra quindi uno squilibrio, tra il lavoratore a tempo indeterminato e tutte le altre categorie di lavoratori.

Su questo la politica dovrà lavorare alacremente per creare strumenti di garanzia accessori, che convincano le banche a finanziare chi “non ha una busta paga a tempo indeterminato”.

Altrimenti si va a disegnare il sogno del posto fisso che ha fatto la fortuna di Checco Zalone, ma non di certo di un’Italia, sempre più precaria, dove ancora le piccole e medie imprese sono la maggioranza, e il tempo interminato è prerogativa di pochi fortunati.

La ripresa quindi del mercato immobiliare, perché sia vera ed effettiva passa attraverso le forche caudine dell’erogazione del mutuo, che deve essere lo scopo primario del Legislatore, affinché l’Italia riprenda il suo sviluppo, mettendo la casa al centro dell’interesse degli italiani.

Fonti: Facile.it Mutui.it

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