Le banche riducono lo spread sui mutui

mercoledì 4 aprile , 2018

Il mercato dei mutui, si è caratterizzato negli ultimi anni dalle surroghe: trasferimenti di vecchi mutui presso nuove banche che offrono condizioni migliori.

Ora le banche vogliono aumentare il monte erogabile di mutui, ma nonostante la ripresa delle compravendite immobiliari sia concreta (poco più di 400mila case all’anno), è comunque lontana dai valori del biennio 2006-2007, quando si vendevano 800mila case l’anno; e solo la metà di queste viene finanziata con il mutuo.

Ciò ha portato le banche, ad avere un’apertura verso i mutui per oltre l’80% del valore dell’immobile; una tendenza rischiosa, ma necessaria.

Altra novità del 2018, riguarda gli spread applicati, ovvero il c.d. margine lordo della banca sull’operazione mutuo.

Le banche in alcuni casi, hanno portato lo spread allo 0,18%, un livello mai visto prima d’ora.

Gli sconti maggiori sono sul tasso fisso (preferito dalle banche perché offrendo un fisso finito molto basso si riducono i rischi di perdere un cliente appena acquisito attraverso la surroga), il mese scorso sono scesi anche gli spread sul variabile, dallo 0,9% allo 0,7%.

I mutuatari potranno fruire di piani di ammortamento più favorevoli, tanto nell’opzione del fisso quanto di quella del variabile.

 

Le banche stanno tagliando gli spread, per due motivi:

  1. un motivo tecnico – gli indici di riferimento (IRS per il fisso ed EURIBOR per il variabile), che sommati agli spread determinano gli effettivi tassi di interesse applicati sui mutui, non sono rappresentativi dell’effettivo costo del denaro sostenuto dalle banche. Quindi le banche starebbero pagando un po’ di più la liquidità oggi per il futuro (sovrastimando il costo), e quindi possono permettersi di girare una parte nella riduzione dello spread;
  2. il secondo motivo è che il mutuo oggi può essere considerato uno strumento, a disposizione delle banche, per acquisire e fidelizzare nuova clientela su cui provare a sviluppare nel tempo una molteplicità di rapporti: dal conto corrente, agli strumenti di pagamento, alla gestione del risparmio.

 

Il mutuo sta diventando dunque uno strumento pensato per attirare nuovi clienti a cui poi successivamente proporre prodotti finanziari (polizze, Pir, fondi comuni) ben più remunerativi per le casse delle banche.

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