IL MUTUO PER I LIBERI PROFESSIONISTI E I LAVORATORI ATIPICI

lunedì 27 Maggio , 2019

I liberi professionisti possono richiedere un mutuo per l’acquisto della casa, in tal caso è necessario fornire una serie di documenti e offrire alcune specifiche garanzie alla banca.

Anche il lavoratore dipendente non a tempo indeterminato può ottenerlo, chiedendo a un parente prossimo con reddito di farsi intestatario del mutuo, oppure rivolgersi ad un garante che intervenga nel caso in cui il beneficiario del mutuo non fosse in grado di pagare le rate.

Altrimenti vi è il Fondo di garanzia prima casa, opzione riconfermata anche per l’anno 2019.

Come funziona il Fondo di garanzia prima casa

Il Fondo di garanzia prima casa è rivolto a tutti i cittadini, salvo soggetti già proprietari di immobili ad uso abitativo; per i quali sono previsti anche tassi agevolati per giovani coppie (uno dei due deve avere meno di 35 anni), nuclei familiari con un genitore single e figli minori; giovani under 35; affittuari di immobili di proprietà degli enti di edilizia residenziale pubblica.

L’ammontare del mutuo non deve essere superiore ai 250 mila euro; lo Stato garantisce fino al 50% della quota capitale del mutuo.

I documenti richiesti

I titolari di Partita IVA devono fornire alcuni documenti alla banca, che variano in base all’istituto di credito ma che includono sempre: la copia del modello Unico, fornito dalla Camera di commercio di riferimento; l’attestato di iscrizione all’Albo professionale, se presente; la copia del bilancio relativo all’anno precedente alla richiesta di mutuo.

L’importo delle rate del mutuo non deve superare il 40% del reddito netto mensile del lavoratore autonomo e possono essere di tre tipi: mensile, trimestrale, che varia in base alla cadenza dei redditi; semestrale, di importo maggiore, che però consente al libero professionista di avere la liquidità necessaria.

Le garanzie

In questi casi le garanzie richieste dalla banca, oltre al parente che faccia da garante, o richiedere un’ipoteca sui beni di proprietà; possono essere rappresentate da una polizza assicurativa a protezione del credito, che garantisca alla banca di rientrare del suo capitale in caso di insolvenza; un’altra è la scelta di un mutuo flessibile, che possa essere modificato per esempio allungando i tempi e riducendo l’importo delle rate anche una volta avviato.

Anche in questo caso la banca può finanziare fino all’80% del valore dell’immobile. Il piano di rimborso può durare dai 10 ai 40 anni.

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