le imposte

Ogni unità immobiliare contraddistinta da una Partita catastale è censita con l’importo della rendita ossia con l’espressione numerica della sua capacità di produrre reddito. Questa cifra, nota come rendita catastale, viene utilizzata dal fisco, opportunamente rivalutata in base a parametri che si possono modificare nel tempo come base per il calcolo delle imposte dirette che gravano sugli immobili.

Indichiamo di seguito tali imposte:

IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è dovuta da:

  • Proprietari di fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano che devono essere iscritti nel catasto dei fabbricati come dotati di rendita;
  • Titolari di usufrutto o altro diritto reale (uso e abitazione) di fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano che devono essere iscritti nel catasto dei fabbricati come dotati di rendita;
  • Chi possiede fabbricati utilizzati in modo promiscuo, cioè sia per usi personali o familiari che per attività professionali, artigianali o d’impresa;
  • Chi esercita attività d’impresa per gli immobili che, pur utilizzati per l’esercizio della propria attività, non sono considerati relativi alla stessa in quanto non indicati nell’inventario o nel registro dei beni ammortizzabili oppure esclusi, in base alla normativa in vigore, dal patrimonio d’impresa;
  • Chi possiede immobili che secondo le leggi in vigore non hanno i requisiti per essere considerati rurali;
  • Condomino proprietario di quote millesimali tali che la quota di rendita catastale dei locali di portineria, alloggio del portiere e gli altri servizi condominiali dotati di rendita catastale autonoma, superi 25,82 €.

Il reddito imponibile viene calcolato in maniera diversa a seconda che l’unità immobiliare sia abitazione principale, unità a disposizione o unità destinata alla locazione ed in base alla percentuale di possesso e al periodo di possesso. L’imponibile dei fabbricati va a sommarsi agli altri redditi ai fini della determinazione dell’IRPEF totale da versare.

ICI (Imposta comunale sugli Immobili e sui terreni), è dovuta da:

  • Proprietari non di prima casa;
  • Usufruttuari;
  • Titolari di diritto di uso o di abitazione anche se non residenti nel territorio dello stato italiano, oppure per le società che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato.

I Comuni possono deliberare aliquote impositive diverse per le abitazioni principali, per le abitazioni locate, per le abitazioni tenute a disposizione e per gli altri immobili diversi dalle abitazioni, per quanto riguarda i terreni la diversificazione viene effettuata tra terreni condotti da agricoltori, terreni non condotti da agricoltori ed aree edificabili.

IMPOSTA DI REGISTRO: E’ l’imposta che l’acquirente deve versare all’atto dell’acquisto dell’immobile quando la parte venditrice è un privato. Le aliquote attuali, ridotte a partire dal 1° gennaio 2000, sono pari:

  • al 7% del valore esposto in contratto per le abitazioni di lusso e per i fabbricati non abitativi;
  • al 3% del valore esposto in contratto per la “prima casa” e per i beni vincolati per ragioni storico artistiche.
  • Quando l’acquisto è fatto da una impresa e quindi la transazione è soggetta a regime IVA l’imposta di registro è dovuta in misura forfetaria. Attualmente 129,11 €

IVA (Imposta sul valore aggiunto). E’ l’imposta applicata dal venditore che agisce nell’ambito di un’attività di impresa.

Le aliquote previste sono:

  • 20% per le abitazioni di lusso;
  • 10% per le abitazioni non di lusso se il soggetto cedente è l’impresa costruttrice oppure una impresa avente per oggetto esclusivo o principale la compravendita di immobili;
  • 4% per l’acquisto di “prima casa”.

IMPOSTA CATASTALE ED IPOTECARIA, è l’imposta che deve essere versata alla Conservatoria per la trascrizione degli atti di compravendita e per le iscrizioni ipotecarie:

Le tariffe attuali sono:

  • 129,11 € per ognuna delle due imposte quando oggetto della transazione è una Prima casa e per tutte quelle non riguardanti con la prima casa, perfezionate in regime IVA;
  • 3% per le transazioni non riguardanti la prima casa concluse in regime di imposta di registro.